CENNI STORICI

Siamo nei primi anni ’60 e anche l’ Italia, sulla scia della Germania con il Maggiolino e della Francia con le Citroen 2CV e le Renault 4CV, si stà finalmente avviando verso la motorizzazione di massa grazie alla Fiat 600 in primis e, in secondo luogo, con la sorella minore , Nuova 500.
E’ un’ epoca in cui proliferano i carrozzieri, che realizzano versioni speciali partendo dalle auto di serie: vi sono quelli che ridisegnano di sana pianta la vettura, altri (la maggioranza) che si limitano ad impreziosirla con fregi ed orpelli cromati, verniciature bicolore o interni meglio rifiniti, ed infine quelli che non disdegnano né l’ una né l’ altra attività. Il filone delle utilitarie arricchite è in piena espansione e pare un business destinato a durare a lungo: in tanti si cimentano in questa avventura (Canta, Caprera, Scioneri, Mantelli, Moretti, Francis Lombardi ed altri ancora) peraltro con risultati talvolta discutibili.
Addirittura una carrozzeria del calibro di Pininfarina si fa contagiare da questa moda e realizza una versione “fuoriserie” della 600 abbandonando per un momento i “piani nobili” della produzione automobilistica per scendere nel settore delle utilitarie.