La Fiat 850 Spider ed il Cinema

Ebbene si, la regina degli spider (giudizio del tutto di parte) non poteva che essere anche regina dello schermo ed infatti ecco che alla sua uscita sul mercato, oltre che farsi subito notare dal pubblico degli automobilisti, si fa notare da registi e sceneggiatori e diventa subito attrice in pellicole italiane di successo!

Di seguito una breve recensione dei  film dove compare la piccola spider:

"Scusi Lei è favorevole o contrario? " regia di Alberto Sordi (1966)

secondo film da regista di Alberto Sordi, che ne ha scritto anche la sceneggiatura con la collaborazione di Sergio Amidei e Dario Argento.

Il commendatore Tullio Conforti è un uomo agiato, proprietario di una avviata industria di tessuti. Separato dalla moglie Anna, vive in un lussuoso appartamento, in compagnia del fido maggiordomo Igor. La sua esistenza è molto piú movimentata di quanto non possa apparire. Infatti Conforti mantiene praticamente un harem: ha tante amanti quanti sono i giorni della settimana.

Attori: alberto sordi, anita ekberg

"LE FATE" regia Bolognini, Monicelli, Pietrangeli, Salce (1966)

Il film collettivo del 1966 diretto dai registi Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Antonio Pietrangeli e Luciano Salce.
Seguendo una tendenza tipica della commedia italiana degli anni '60 e '70, quella del film collettivo a episodi, nel 1966 Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Antonio Pietrangeli e Luciano Salce realizzarono "Le fate", apprezzabile affresco dedicato alle donne.

Sabina, Armenia, Elena e Marta sono le "fate" al cui mondo vengono dedicati i diversi episodi.

Nel primo ("Fata Sabina"), Luciano Salce sceglie una biondissima Monica Vitti come protagonista, una "ninfa" concupita da un bruto che cerca di molestarla in pieno giorno e viene salvata dal pronto intervento di un uomo di passaggio. Il vestito succinto e un po' strappato, il trasporto con cui la ragazza racconta quello che le è appena accaduto e la sua innegabile e provocante bellezza, però, rischiano di metterla di nuovo in pericolo... (in questo episodio coprotagonista una bella Fiat 850 spider 1° serie verde inglese con interni panna targata Torino)

In "Fata Armenia" si ritrovano invece Mario Monicelli e Claudia Cardinale dopo "I Soliti Ignoti". Una giovane e scapestrata madre incontra un pediatra, interpretato da Gastone Moschin, e quasi involontariamente lo irretisce e lo fa entrare nel suo mondo, costellato di incomprensioni, sbadataggini e tante urla. Quando la situazione sembra sul punto di esplodere, però, il sorriso di Armenia conquista il dottore...

L'episodio meno convincente dei quattro è "Fata Elena" di Mauro Bolognini, in cui una moglie infedele - Raquel Welch - seduce il marito della sua migliore amica (Jean Sorel).

L'ultimo episodio ("Fata Marta" di Antonio Pietrangeli) vede Alberto Sordi cameriere che viene sedotto dalla ricca Marta, Capucine, vittima dei postumi di un'ubriacatura. Il giorno dopo egli viene assunto dal marito della signora, solo che lei - passata la sbronza - non ricorderà più nulla di quanto accaduto.

Quattro brevi episodi dedicati a quattro splendide protagoniste del cinema, con il primo - quello firmato da Salce e Vitti - a spiccare ancora oggi per qualità di scrittura, divertimento e bravura della sua protagonista.

Sui mercati internazionali il film uscì con l'eloquente titolo "Sex Quartet".

20/10/2012, 10:00

Carlo Griseri

Tratto dal sito web cinemaitaliano.info.
contenuto visualizzabile alla pagina:
http://www.cinemaitaliano.info/news/14974/le-fate-un-quartetto-di-star-vitti-cardinale.html

"Signore e Signori" regia di Pietro Germi (1966)

Nell'ambiente bene di una cattolicissima città veneta, dove tutti si fanno i fatti degli altri e i tradimenti sono la regola, si intrecciano storie boccaccesche.

Un giovane dongiovanni confessa al suo medico, nonché amico, di essere diventato impotente. Ma l'impotenza è solo un pretesto perché i suoi amici si fidino a lasciarlo solo con le proprie mogli. Il medico non si fa scrupoli a raccontare la notizia confidenziale in giro, assecondando involontariamente il piano del seduttore.

Un impiegato di banca si invaghisce della bella cassiera di un bar e progetta una fuga d'amore. La moglie però intuisce le sue intenzioni e con un'abile macchinazione riesce a far scoppiare uno scandalo: l'uomo ne esce ridicolizzato di fronte al paese e, perduto pure il lavoro, non ha altra scelta che ritornare dalla moglie.(Questo è l' episodio nel quale compare la 850 spider)

Una giovane e ingenua contadina arriva dalla campagna per fare acquisti. Commercianti e professionisti, uno ad uno, la seducono e se la passano l'un l'altro. L'indomani però arriva il padre che li denuncia, perché la ragazza è minorenne. Per evitare lo scandalo di una condanna, una delle mogli dei seduttori riesce però a corrompere il padre, con offerte economiche e non solo.

Attori: Virna Lisi, Gastone Moschin, Nora Ricci, Alberto Lionello, Gigi Ballista, Beba Loncar, Moira Orfei, Franco Fabrizi.

"Perdono" regia di Ettore M. Fizzarotti (1966)

Un ragazzo felicemente fidanzato è attratto dalla cugina della sua ragazza.

Federico, la fidanzata Laura e la di lei cugina Caterina lavorano in un grande magazzino. I tre vanno d'amore e d'accordo fino a quando Caterina scopre le sue doti vocali non comuni e decide, con successo, di tentare la carriera artistica. Quando Federico, tempo dopo, ritrova Caterina a un corso di lingue, sente nascere per lei una simpatia pericolosa per il suo rapporto con Laura.

Fizzarotti, reduce del successo al botteghino della trilogia 'morandiana' In ginocchio da te-Se non avessi più te-Non son degno di te, conferma il cast di caratteristi e comici attorno ad una nuova stellina in ascesa nel panorama canoro nazionale e confeziona così un altro prodotto banalotto, di scarso ritmo, dalla trama scialba, pretestuosa e finalizzata all'esecuzione - all'interno della storia stessa - di alcuni brani musicali da parte della protagonista. Insomma, l'ennesimo musicarello; questa volta al centro della scena c'è Caterina Caselli, la cui hit del momento era proprio Perdono: ma al di là di tale pezzo, la cui celebrità sarebbe perdurata nei decenni successivi, non si possono segnalare altre canzoni degne di memoria. Le spalle sono tante e di sicuro valore: Carlo e Nino Taranto, Dolores Palumbo, Enrico Viarisio, Carlo Delle Piane, Gino Bramieri, Gabriele Antonini, Milena Vukotic, Carlo Croccolo, Laura Efrikian, Nino Terzo, Paolo Panelli; fra vecchia e nuova scuola, chi compare di più e chi di meno, ma comunque tutti comprimari della cantante in una storia finalizzata alle sue esibizioni. Sceneggiatura di Giovanni Grimaldi. In linea con le sue precedenti dozzinali esperienze, Fizzarotti firma quasi contemporaneamente a questo Perdono l'analogo Nessuno mi può giudicare, pressochè identico come struttura e interpreti, che esce poco prima.

"L' automobile" regia di Alfredo Gianetti con Anna Magnani, Vittorio Caprioli (1971)

Anna Mastronardi (Anna Magnani) è una matura prostituta che, nel corso degli anni, è diventata una specie di istituzione per la vita notturna romana. In realtà la donna si sente sola, senza scopi, e decide quindi di comprarsi un'automobile per trovare un nuovo interesse e per soddisfare il suo bisogno di sentirsi una donna come le altre.

L'amico Gigetto l'aiuta con le lezioni di guida.Anna è contentissima della sua auto, una Fiat 850 Spider, che tratta letteralmente come una figlia. Per festeggiare l'acquisto della vetturetta si reca ad Ostia ma, al ritorno, dà un passaggio a due ragazzi, uno dei quali pretende di guidare: Anna, sia pur a malincuore, acconsente, e subito se ne pentirà, in quanto il giovane provoca un grave incidente e la vettura resta al centro della strada ribaltata su di un lato.

Accorre la polizia stradale che arresta i due giovani e cerca di tranquillizzare Anna, sconvolta per l'incidente e i danni riportati dalla sua auto, che tra l'altro ha completamente bloccato il traffico. Gli altri automobilisti, che si stanno recando ad una partita di calcio, spazientiti, spingono la vettura di Anna al bordo della strada, lasciandola con le ruote in aria. Il traffico riprende a scorrere normalmente, ed Anna resta sola e sconsolata, seduta sulla carcassa della sua vettura ("Ma qui siamo diventati tutti matti...").