I RADUNI DEL CLUB

RADUNO TOSCANA 2005

Il 20/22 Maggio 2005 si è svolto il primo raduno ufficiale del Club Fiat 850 Spider Bertone nell' anno del quarantennale della nascita della piccola Spider di Bertone. Inutile parlare della grande emozione sia per i preparativi nei giuorni precedenti il viaggio verso il luogo di incontro, sia nell' incontrare altri amici tutti con le loro 850 Spider tirate a lucido per l' occasione. Ma rimandiamo il ricordo di un fantastico week-end al racconto dell' amico Paolo

Visitate anche la pagina con gli scatti dell' amico Marco Blessano di Zurigo, socio del Club e fotografo professionista, che ha scorazzato con la sua stupenda 850 spider verde scuro immortalando da artista i vari momenti del raduno.
Le foto di Marco Blessano
"Non per vantarci, ma anche stavolta è stato un successone; il Raduno a Montecatini Val Cecina (Pisa) promosso dall'amico Saltini ma “preparato” e curato solo grazie all'abnegazione ed amicizia del caro Sig. Emo (che già anni fa ci aiutò in una analoga occasione) ci ha consentito di far bene, molto bene.
Sono stati tre giorni molto belli, favoriti dal sole e coronati dalla partecipazione di 5 equipaggi di amici provenienti da altri Paesi dell'Europa, che ci hanno permesso di rinsaldare vecchi legami e amicizie.
Ed eravamo tanti: Complessivamente nei tre giorni 30 equipaggi si sono snodati lungo la Val Cecina, sulla direttrice che da Cecina va a Volterra per mostrare con orgoglio le proprie Spider e vedere i bei luoghi che ci hanno ospitato.   
Siamo arrivati allo stupendo Hotel Fattoria Belvedere a Macajo venerdì pomeriggio, alla spicciolata, e ci siamo accorti subito che eravamo molti ed allegri; quando un radunno ha successo è tutto più gradito.
L'hotel è situato sopra una stupenda collinetta, e gli alloggi sono realizzati in strutture multiple in sasso, la meravigliosa piscina ed il verde fanno da contorno al tutto, già ci si chiede se valga la pena seguire il programma del raduno o spaparanzarsi al sole (scherzo, scherzo)….
A cena si pensa già al viaggio del giorno seguente, e molti di noi ricordano Volterra dal precedente raduno di qualche anno fa; alla mattina si parte con allegria lungo le colline, sotto un meraviglioso sole e tra la solita divertita, se non ammirata, curiosità della gente.
Il serpente colorato delle Spider sale la rupe di Volterra. Volterra, magica e misteriosa: la "città del vento e del macigno" di D'Annunzio, le cui origini sono tuttora avvolte nel mistero; esistono solo leggende, legate alla nascita ancora misteriosa del popolo degli Etruschi, o Tyrrenoi, come erano chiamati dai Greci, ma i reperti rinvenuti ci consentono, di collocare la nascita di Volterra almeno intorno all'anno 1000 a.C. 
E' dal medioevo, però, che deriva la struttura della città che vediamo oggi, con strette vie e vicoli ancor più angusti, i superbi palazzi, le case-torri, e le chiese. La città, ridotta in forma di castrum intorno al V sec. d.C., si sviluppò intorno all'antica chiesa di Santa Maria, l'attuale cattedrale, e al contiguo "pratus episcopatus", oggi Piazza dei Priori, dove nel corso del duecento viene costruito l'omonimo Palazzo, e lì (in via di eccezione) cui fanno parcheggiare le ns. Spider, cosa solitamente proibitissima, dietro accordo che si provveda a porre dei “cartoni” protettivi sotto le spider; facciamo volentieri il piccolo sacrificio e dispieghiamo le spiderine sotto gli “occhi” (finestre) dei palazzi medievali della Piazza, subito raggiunti dalle Autorità Municipali per scambio di saluti e gagliardetti.
Da li, guidati dai volontari AUSER -che ringraziamo, così come i cortesi Vigili- ci siamo diretti in due gruppi nella vicina piazza San Giovanni, ed abbiamo visitato la Cattedrale, e il Battistero.
Facendo un salto all'indietro di vari secoli ci siamo poi spostati al Teatro Romano di Vallebona, della fine del I sec. a.C., che invece, è testimone dell'importanza che Volterra ebbe in età romana e paleocristiana (S. Lino, il successore di S. Pietro, era un volterrano). Intorno all'anno mille la città divenne sede vescovile e si sviluppo la città medioevale.
Poi ci inoltriamo nei vicoli, senza dimenticare di dare uno sguardo all'artigianato dell'alabastro curiosando nelle botteghe artigiane in giro per la città, e respirando un po' di quella "magica atmosfera" che circonda Volterra.
Quindi si riparte tra gli applausi della gente, e il nostro serpentone ritorna all'Hotel per il pranzo ed una meritata pausa.
E per non lasciare nulla indietro, in Toscana siamo andati anche in miniera . . . . . . 
Già, in un caldo sabato pomeriggio abbiamo raggiunto il bel paesino di Montecatini val Cecina e poi, guidati da due ragazze carine e simpatiche (non guasta), abbiamo visitato una di quelle miniere di rame che hanno dato da vivere alla zona e che la hanno resa famosa.
Purtroppo le spider ci hanno dovuto aspettare fuori; la galleria è intrigante, con quel pizzico di mistero e di avventura (ci hanno fatto anche mettere il casco), ma decisamente anguste e poco adatte per delle signorine un po' snob e colorate come le nostre 850 !
A proposito, anche le miniere sono femmine, rappresentate da due attrezzi che si incrociano proprio sul simbolo femminile.
La galleria visitabile non è molto lunga, ma basta a rendere l'idea di come dovesse essere dura la vita ed il lavoro, là sotto. Torniamo verso l'esterno, con un po' di sollievo, ci togliamo le cerate ed i caschi, ascoltiamo le ultime spiegazioni, scherziamo un po' più del necessario, forse continuiamo a pensare di dover passare ore ed ore dentro un budello. . . 
Fuori l'aria ha un sapore diverso e ci incamminiamo di buona lena verso il “pozzo Alfredo”, o perlomeno verso ciò che è rimasto in piedi; per fortuna si sta cercando di recuperare il salvabile e mantenere la memoria di attrezzature giganti, fatte con materiali che oggi consideriamo “deboli”, come il legno, ma capaci di svolgere efficacemente un lavoro duro e continuo.
Un po' di foto all'aria aperta, qualche domanda alla guida, poi tutti nel cortile della torre di guardia (pensate ad andare al lavoro con le guardie armate di archibugio che vi tengono d'occhio . . . perchè i sindacati non dicevano niente?) dove ci viene offerto un semplice ma gustoso rinfresco, poi tutti in spider, per il ritorno all'albergo.
Quanti sogneranno di essere ancora in miniera, stanotte?
Alla mattina seguente siamo tutti in condizioni di ripartire e si va a Cecina, dove parcheggiamo sulla bella piazza centrale, appoggiati al locale Auto club e ci disperdiamo per bar e caffè; poi qualcuno parte direttamente verso casa ed altri raggiungono l'Hotel per il pranzo; è lì oltre ai soliti saluti ed arrivederci ci aspetta un giornalista giapponese che scrive di auto storiche, che, saputo dai siti internet del raduno intervista il Presidente e fotografa……

A parte gli scherzi, conosciamo tutti l'interesse dei Giapponesi per le auto italiane e questa fortunata coincidenza è una bellissima occasione per diffondere ed implementare la considerazione per la Spider."
Fine raduno e saluti per tutti, particolarmente agli amici d'oltralpe e arrivederci a Parma; ringraziamenti particolari, per questo raduno dei 40 anni, a Saltini, al Sig. Emo, alla Direzione dell'Hotel Belvedere, alle Autorità, Vigili e Volontari di Volterra e Montecatini Valcecina, e di Cecina, ad all'Autoclub di Cecina.