Prova Comparativa di Road & Track su Fiat 850 Spider - 1968

Prova Comparativa di Road & Track su Fiat 850 Spider - 1968

ROAD & TRACK è una rivista americana di settore nel mondo dei motori fondata nel 1947 da due amici, Wilfred H. Brehaut Jr. and Joseph S. Fennessy  ed ancora oggi gode di grande credito negli Stati Uniti. Riportiamo un breve riassunto di una prova comparativa svolta a fine anni ‘60 dove venivano impropriamente messe a confronto quattro spider dell' epoca. Road & Track riconosce che le caratteristiche delle vetture sono diverse per cilindrata, si passa dagli 817cc ai 1595cc, e per prezzo, ovvero dai 2100$ ai 2700$, ma appartenendo alle più popolari auto della fascia di prezzo più basso, si azzarda il confronto. Inoltre, essendo vetture molto apprezzate dai giovani, si fanno aiutare nella loro serie di test da due studenti di college. Dobbiamo tenere presente che queste vetture venivano considerate una ottimo compromesso da parte dei genitori che davano ai loro giovani figli (patentati già a partire da 16 anni) una vettura che, nonostante il basso costo, possedevano una linea accattivante, una discreta potenza , facile reperibilità di ricambi per le riparazioni, bassi costi di gestione ed una certa semplicità di guida.
Ma lasciamo parlare la rivista
“La Austin-Healey Sprite—appare come la più datata di linea ma la più piccola e leggera delle quattro vetture; di costruzione solida ha una ripartizione dei pesi esattamente 50/50% e ciò le conferisce un comportamento abbastanza neutro soprattutto nei cambi di direzione repentini e per questo viene messa al primo posto come maneggevolezza. Una leggera tendenza a “scodare” nelle sterzate vigorose, viene peraltro corretta molto facilmente e tutto sommato è anche divertente. Lo sterzo è eccellente, sensibile e rapido. Il cambio immediato e preciso. A tutto ciò si contrappone un abitacolo piccolo e sacrificato, con poco spazio per le gambe, i pedali troppo piccoli e ravvicinati fra di loro. L'accesso non è agevole data la presenza di due piccole portiere. Inoltre alcune soluzioni per soddisfare le normative statunitensi sulla sicurezza hanno compromesso accessibilità e comodità d'uso di alcune funzioni sul cruscotto come la posizione della chiave d'accensione, veramente difficile da trovare. Datsun e Fiat hanno risolto molto meglio questo problema. La disamina si chiude constatando che nell' abitacolo non vi è nemmeno un vano portaoggetti con serratura.
La Datsun 1600 Sport è la più larga, pesante, potente e costosa delle 4 vetture esaminate. Con un impianto di sospensioni simile alla Sprite possiede anch'essa una buona maneggevolezza anche se accusa una più spiccata tendenza al sottosterzo ed un certo rollio nei cambi di direzione veloci; La Datsun infatti non riesce a rimanere “piatta” come la 850 e la Sprite nelle sterzate ed il rollio che ne consegue penalizza lievemente la sua maggiore potenza in accelerazione pur essendo la più veloce. La linea estetica non convince e anzi fa immaginare alla guida della vettura un' “anziano signore” piuttosto che un rampollo da “college universitario”! Nonostante ciò la 1600 sport si riscatta con l'allestimento interno: aspetto lussuoso, ricco di accessori e dalla strumentazione molto completa che prevede di serie anche l'orologio. Accendisigari illuminato, pannelli portiere bicolore, doppio vano portaoggetti con serratura e prima marcia sincronizzata, completano la dotazione di questa vettura; graditissimi infine un certo numero di cavalli in più rispetto alle concorrenti. Nonostante questo, forse un allestimento più semplice e scarno e relativo calo di prezzo, avrebbe incontrato di più nei giovani studenti americani.
Sebbene la Fiat 850 Spider  abbia la motorizzazione più piccola e prestazioni minori, rimane la più gradevole e quella con il prezzo più conveniente. A differenza delle concorrenti che hanno cercato di aggiornare vecchie linee di carrozzeria, la 850 spider è nuova, moderna e con colori attuali. Le sospensioni indipendenti fanno bene il loro lavoro e curvando non si avverte affatto che il peso della vettura grava per il 60% sul posteriore. Quasi impossibile farla “partire di coda” si scompone solo se, a fronte di una sterzata secca, si rilascia improvvisamente il gas ma la correzione di traiettoria è semplice e sicura. Ovviamente il fatto che lo stile sia di Bertone la rende molto appetibile ed il restyling dei fari dalla prima alla seconda serie, mantiene alto il livello di gradimento presso il pubblico. Apprezzatissimo inoltre il sistema di stivaggio della capote in tela che a vettura aperta sparisce completamente. L'abitacolo si avvicina alla perfezione, i sedili sono confortevoli, la posizione di guida eccellente; unica nota negativa la mancanza di una moquette a pavimento al posto della gomma. Critiche sono rivolte al motore considerato veramente di piccola cilindrata e dalla scarsa potenza (ricordiamo che negli Stati Uniti, al fine di soddisfare le norme anti-inquinamento la cilindrata della 850 spider era di soli 817cc) mentre qualche disappunto per il cambio  leggermente ruvido, per i deflettori fissi alle portiere, per il cassettino portaoggetti a scomparsa sotto la plancia. L' impressione generale è che la vettura sia appropriata per un pubblico dal tocco delicato, ed infatti è una vettura molto apprezzata dalle donne!
La Triumh Spitfire è quella che si piazza a metà classifica tra le 4 pretendenti; fondamentalmente è una tradizionale macchina inglese con motore anteriore e trasmissione a 4 marce con prima non sincronizzata. Tutti i nostri “collaudatori” sono d'accordo sul fatto che il retrotreno della Spitfire a volte è imbarazzante, infatti se guidata in modo allegro, in curva, la vettura tende a coricarsi sull' avantreno ed alleggerire il posteriore che può arrivare ad alzare dal suolo la ruota scarica. Inoltre un effetto di camber negativo tende a fare avvicinare le ruote posteriori. Per soli $ 25 è disponibile un kit compensatore per il camber ed il risultato vale la spesa. Per il resto  la posizione di guida e del volante sono ottime ed il comfort è alto; il cambio non perfetto richiede un attimo di attenzione ma ci si abitua subito. Pochi ma essenziali strumenti sono raggruppati su di un bel pannello con finitura legno. Il lungo muso della vettura può essere completamente ribaltato in avanti e permette una piena accessibilità al motore per la manutenzione. Lo sterzo ampio e leggero dall' angolo di sterzata eccezionale permette parcheggi agevoli anche in spazi ristretti. In accelerazione è stata la migliore di tutte e la linea pulita e filante del muso le ha permesso di perdere molto poco in velocità rispetto alla più potente Datsun. Alla fine il mix di caratteristiche la rende una macchina piacevole ed apprezzabile sotto tutti i punti di vista.”
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